La nostra esperienza con la varietà betta Giant Halfmoon,risulta circoscritta ad informazioni datate a poco più di 20 anni fa.

Pertanto non appare riscontrabile,oggi, un approfondimento sulla suddetta tipologia di betta (posteriore alla loro creazione).

Le informazioni che si possono reperire sulla straordinaria specie appartenente alla famiglia delle Osphronemidae,a mio avviso, mettono in luce uno standard ed una classificazione che non coincidono o tantomeno rendono giustizia all'attuale Giant Halfmoon.

Questa peculiare varietà,negli ultimi due decenni, è stata soggetta senza dubbio a molteplici cambiamenti,scaturiti dal gene recessivo.

In assenza di un recente studio sulla loro sistematizzazione, desidero condividere,in questa sede,il mio approccio e la mie esperienze, nati da accurate ricerche.

Ciò che mi appresto a compiere,nel dettaglio,risulta disegnarne i tratti essenziali documentando scrupolosamente tale evoluzione.

In primo luogo le tradizionali dimensioni sono ripartite tra lunghezza totale ( TL total length ) e lunghezza solo corpo ( BO body only ).

In un betta ordinaria rileviamo 6 - 6,5 cm di lunghezza totale TL: vengono classificati come XL gli esemplari fino a 7,0 cm TL ed XXL quelli che raggiungono i 7,5 cm TL .

Oltre queste misure possono essere definiti come Giant.

Aprendo qui una riflessione sugli atteggiamenti adottati, le valutazioni compiute da allevatori americani e thailandesi sono oltremodo fittizie e riduttive.

Ciò lo si intuisce dal fatto che i primi individuano solo due categorie , non specificando se le loro analisi concernino il betta a pinna corta o lunga: il mezzo Giant di TL 8-9 cm ed il Giant consta di misure TL da 14 a 17 cm.

Diversamente da quanto idealizzato nel collettivo comune, ci rapportiamo ad una casistica ben più ampia.

Alla stima di quanto esposto,è opportuno tener presente ed è necessario sottolineare che le informazioni rinvenute non siano attendibili,poiché comportano un modello che non rispecchia o riproduce fedelmente il vero valore delle dimensioni per un pesce,che mediamente è di TL 6 cm.

Un betta di 8 cm inizia ad essere un Giant poco più grande di un betta xxl , ma cattura la nostra attenzione la circostanza per cui,ogni cm di lunghezza aggiunto, è deputato ad aumentare in modo esponenziale la superficie totale del betta quando è in parata.

Alla stregua di quanto accennato, con l' analisi americana approdiamo ad un vuoto enorme in termini di misurazione (da TL 9 a 14 cm) e con l' ausilio delle mie ricerche ho potuto constatare che coniugando le dimensioni di un classico betta a quelle di un Giant di TL 10 cm, emergono differenze notevoli e visibili , se lo paragoniamo ad un TL 13 cm: incisivo si rivela il doppio con riferimento ad un normale betta.

In questo panorama,la distinzione posta da me in essere e che si registra,desta singolare curiosità.

Costituisce,a questo proposito,motivo di interesse che nei miei anni dedicati alla ricerca e consultando i miei amici allevatori asiatici il più grande Giant Halfmoon in cui mi sia mai imbattuto è di TL 14 cm. La conclusione della mia esperienza configura un' anomalia, in quanto non dispongo,né posso cogliere alcuna traccia di altri betta delle medesime dimensioni.

Con riguardo ai Giant Halfmoon (non mi riferisco dunque al betta plakat pinna corta ) il range spazia dal più piccolo (TL 8 cm) al più grande (TL 14 cm) di lunghezza totale : la rarità,connessa a tale selezione,è corredata alla dimensione . Agli albori, i primi esemplari di betta Giant Halfmoon presentavano colorazioni e forme “classiche”.

Con il passare degli anni e tramite vari accoppiamenti, gli allevatori sono riusciti a concepire Giant Halfmoon con caratteristiche completamente diverse dai loro antenati.

Ad avvalorare la nostra tesi ci pensano le specie di Giant Halfmoon oggi rinvenibili :crowntail double tail ,delta, veiltail, super delta ed alcuni allevatori stanno lavorando sulla tipologia fullmoon.

Sotto il profilo delle tinte,oggi ci è consentito ammirare esemplari fantastici,dai solid ai multicolor .

Più attendibilità va riconosciuta alla selezione thailandese,che avanza l' ipotesi e offre un metodo di classificazione in base alla lunghezza del corpo,facendone dedurre lunghezza totale : questi parametri sono al centro della mia ricerca .

Se si trattasse di un Giant "autentico" al 100% il corpo dovrebbe misurare 8 cm e ciò si rimanda ad una lunghezza totale ( TL ) tra i 12 /13 cm .

Nei Giant 80% notiamo la lunghezza corpo 7 cm e lunghezza totale tra 10/11 cm,mentre i Giant 50% si evince lunghezza corpo 6 cm e lunghezza totale tra i 8/9 cm .

Infine i Giant 25 %,che sono più grandi degli xxl, culminano in TL 8 cm .

Ho costruito una tabella per suddividere in modo chiaro e mettere in risalto ogni centimetro dì grandezza.

Il mio studio si traduce in tre grandi sezioni,armonizzate per livello. Il criterio che soccorre è il seguente:

GIANT HALFMOON PICCOLO

8 cm TL 2 livello

9 cm TL 1 livello

GIANT HALFMOON MEDIO

10 cm TL 2 livello

11 cm TL 1 livello

GIANT HALFMOON GRANDE

12 cm TL 2 livello

13+ cm TL 1 livello

In tal modo, usufruiamo di una classificazione dettagliata per questa varietà dì betta splendens .

Giant piccolo - raro

Giant medio - molto raro

Giant grande – rarissimo

In questo contesto,alludendo alla riproduzione, ritengo siano molteplici i fattori che non appaiono menzionati da alcun allevatore: le uniche informazioni rintracciabili hanno,secondo il mio modesto parere,carattere fuorviante e disorientativo.

In questo quadro,gli allevatori mondiali che si sono cimentati nell'allevamento di questa varietà,sostengono che nell' ipotesi di combinazione tra Giant 100% ( grande Giant livello 1 ) e Giant (identiche caratteristiche ) godremo di una prole integralmente con tratto 100% Giant.

Questa,sfortunatamente, è un' affermazione priva di qualsivoglia fondamento per una moltitudine di ragioni.

La prima è insita nella regressione dovuta al gene recessivo del Giant,che appunto assume tale tendenza : dì conseguenza implica nella prole la sovente presenza anche di piccoli betta.

La seconda mancata giustificazione (che è anche la più palese),trova ragione di esistere nella scientifica e provata insussistenza di una nidiata dì esemplari della uguale grandezza: esisteranno sempre il piccolo,il medio è il grande.

Il terzo punto, ma non per questo meno importante,consiste nella

modalità dì riproduzione , accrescimento, ed alimentazione oltre che pone l'accento su una questione di genetica stessa..tutti sono mirati a sviluppare la crescita senza causare problematiche.

A titolo di esempio,da una riproduzione dì un TL 13 x TL 12 ho ottenuto dei discreti risultati seguendo un determinato metodo di sviluppo.

Grazie a delle previsioni, ho ottenuto soggetti con dimensioni maggiori tramite riproduzioni fatte con TL 11 x TL 10 apportando radicali revisioni al precedente criterio impiegato per lo sviluppo e la crescita .

I Giant Halfmoon sono molto rari: anche in presenza di esemplari molto grandi ,avendo un gene recessivo, le nidiate rimangono ancorate ad una percentuale molto bassa di diventare TL 13.

Talvolta qualcuno cresce seguendo l'esempio dei genitori,ma come già ribadito pocanzi,con certezza matematica qualche soggetto sarà piccolo,identificandosi con un normale betta.

Le grandezze menzionate si intendono per soggetti adulti in fase di fine crescita : ovviamente avendo a disposizione un esemplare TL 9 ,all'età di 6 mesi, si consoliderà come un soggetto che se allevato correttamente può crescere ancora fino ad 1,5 anni dì vita potendo addirittura diventare anche TL 11.

I betta Giant necessitano dì ambienti più spaziosi dei betta normali . Percepiamo sostanziali diversità anche sotto il profilo dell' alimentazione, costituita al 70 % da chironomus :occorre dosare l'alimentazione ma spesso arrivando anche a tre volte al giorno in determinate occasioni.

Solitamente la frequenza ricorre in 1-2 volte al giorno con un digiuno intermittente ogni 10 giorni,a seconda del soggetto preso in esame. Alla luce di queste informazioni,lo standard dei Giant va opportunamente catalogato secondo la tripartizione che segue :

1) Grandezza

2) Forma

3) Colorazione

Nei Giant la grandezza riveste la principale caratteristica , seguito dalla forma ed il tipo dì colorazione.

Creiamo, così,la possibilità di sommare al classico binomio standard dei betta ( forma - colorazione ) la grandezza, incrementando così la difficoltà e preservando la rarità della varietà Giant Halfmoon. Il Giant Halfmoon, in ordine alle mie conoscenze e ricerche , designa la varietà dì betta più complessa da allevare: sensibile agli sbalzi dei valori dell’ acqua e presentando un pinnaggio molto grande, appare chiaramente maggiormente soggetto a problematiche come la corrosione delle pinne e batteriosi. Personalmente lo sconsiglio ai neofiti.

Altro avviso per i lettori, è evitare eventuali convivenze con altri pesci. Compatibile, invece, è la coesistenza con lumache (in particolare le ampullarie) : avendo una stazza grande, il soggetto riceve uno stimolo.. è attivo ma non avverte alcuna minaccia o fastidio. In più, le lumache vantano un' ottima funzione di pulizia . Produce un indiscusso benessere psicofisico dare incentivi al betta , mantenendolo attivo almeno 5 minuti al giorno.

Emulando in natura la difesa del proprio territorio da altri pesci , si può avvicinare uno specchio al vetro: vedendosi riflesso, esso non riconosce la propria immagine e scorge un avversario maschio, andando così in parata (stato caratterizzato dall' apertura delle pinne e branchie ).

Inerentemente al tema della sfida , ho riscontrato ottimi risultati anche effettuando un video con il mio smartphone e riproducendolo davanti il vetro : si può anche stimolare con degli stick , come un pennarello (meglio se la scelta ricade sul colore nero) ,ma il migliore che ho testato rimane quello di far vedere in un' altra vasca un esemplare femmina .

L' habitat è lo stesso scenario di ogni altro betta : molto piantumato , acque quasi ferme , nascondigli , galleggianti, illuminazione soffuse , fondo scuro.

Le disparità si esauriscono nelle sole dimensioni minime richieste per l' acquario: i parametri devono sempre coincidere con minimo 30 litri netti, ma occorre tener sempre presente il tipo dì betta Giant Halfmoon di cui disponiamo.

Un giant piccolo (8-9 cm TL) può stare in un 30 litri, ma non può dirsi lo stesso per un Giant Halfmoon grande (12 -13 cm TL), in quanto serviranno almeno 50 litri.

Alla fine dei conti stiamo parlando di una stazza due volte maggiore di quella dì un normale betta (il betta Giant Halfmoon possiede un pinnaggio enorme, rispetto al betta normale).

Se il Giant beneficia di un' ottima forma, possiamo ammirare il suo splendore quando è in parata, che incarna al contempo il suo punto di forza ed il suo tallone d Achille.

Per garantire la corretta e sana crescita della coda, sono necessarie accortezze: il miglior risultato che ho tratto dalle attinenti ricerche, l' ho conseguito seguendo questo :

ALIMENTAZIONE:

Chironomus 60-70% della sua dieta

Daphine 1 - 2 a settimana

Secco : 1 a settimana,solo di qualità

QUANTITA’:

Piccoli pasti suddivisi in 2 o 3 volte al giorno , questo è molto soggettivo in base all esemplare e alla grandezza

1 giorno digiuno ogni 10 giorni anche questo dipende dal soggetto

VALORI BASE ACQUA :

Kh 3

Gh 7

Ph6,5

TANNINI :

Avendo le pinne così lunghe ho constatato che i soggetti cresciuti in acque con tannini (catappa ,catechu , pigne ontano , torba + vitamine + aloe ) hanno generato meno problemi correlati alla salute e il pinnaggio più fluente , mentre in altri soggetti cresciuti senza mai immettere tannini, ho notato pinnaggi meno voluminosi e più soggetti a corrosioni e batteriosi .

HABITAT

Acquario

minimo 30 litri dipende dal tipo dì Giant

Molto piantumato,galleggianti,nascondigli, fondo scuro

Continuerò con la mia ricerca , cercando di approfondirla coltivando la mia passione. Così da contribuire a far conoscere questa spettacolare varietà che, da anni, è oggetto di studio nella mia vita.

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